Il puma concolor, noto anche come puma sudamericano, è un grande felino presente in gran parte dell’America meridionale. Appartiene alla famiglia dei Felidi e si distingue per la sua versatilità ecologica e la capacità di adattarsi a diversi ambienti. È uno degli animali più grandi del continente, noto per la sua forza, agilità e abilità di caccia. Il puma svolge un ruolo cruciale negli ecosistemi in cui vive, mantenendo l’equilibrio tra predatori e prede. La sua presenza è spesso associata a regioni remote e selvagge, dove può muoversi senza interruzioni. Pur essendo una specie solitaria, il puma è ampiamente riconosciuto per la sua importanza nella fauna locale e per il suo valore simbolico in molte culture.
Il nome scientifico Puma concolor deriva dal latino, dove puma indica un animale simile al leone, mentre concolor significa "di un solo colore", riferendosi alla sua pelliccia generalmente uniforme. Tuttavia, il termine "puma" ha origini molto più antiche, risalenti alle lingue indigene dell’America meridionale. I popoli andini lo chiamavano puma, un nome che rimase nel vocabolario comune anche dopo l’arrivo degli europei. Inoltre, il puma è stato denominato in vari modi in base alla regione: cougar in alcune aree nordamericane, mountain lion in altre, e leopard in alcune traduzioni. Questa varietà di nomi riflette la sua vasta distribuzione e la sua importanza storica e culturale. L’etimologia del nome non solo evidenzia la sua fisionomia, ma anche la sua presenza costante nell’immaginario collettivo delle diverse culture. Il termine "concolor" sottolinea la sua uniformità di colore, che gli permette di mimetizzarsi efficacemente nell’ambiente, rendendolo un predatore quasi invisibile. Questa caratteristica, unita alla sua potenza fisica, lo rende uno degli animali più temuti e rispettati della natura.
Il puma sudamericano è un felino di dimensioni considerevoli, con un corpo snello e muscoloso che gli conferisce una straordinaria agilità. Le sue dimensioni variano in base alla regione e al sesso: i maschi possono raggiungere lunghezze di circa 1,8 metri, inclusi la coda, e pesare fino a 70-90 kg, mentre le femmine sono leggermente più piccole, con un peso compreso tra i 40 e i 60 kg. La sua testa è allungata, con occhi gialli o marroni che gli danno una vista acuta, soprattutto durante la notte. Gli arti sono robusti e dotati di artigli retrattili, utili sia per la caccia che per l’arrampicata. La pelliccia del puma è generalmente di un colore bruno o grigio-marrone, con tonalità che variano in base al clima e all’habitat. Questo colore uniforme gli permette di camuffarsi facilmente nel terreno roccioso o forestale, rendendolo un predatore difficile da individuare. La coda, lunga e robusta, serve sia come bilanciere durante i movimenti veloci che come espressione emotiva. I suoi denti, specializzati per la masticazione e la scannatura, sono progettati per affondare rapidamente nella carne delle prede. Il puma possiede anche un olfatto sviluppato, sebbene non sia paragonabile a quello di alcuni altri carnivori. La sua struttura corporea è ottimizzata per la corsa e la flessibilità, permettendogli di saltare distanze significative e di arrampicarsi su superfici ripide. Queste caratteristiche lo rendono un animale estremamente adattabile, capace di sopravvivere in ambienti diversi. La sua flessibilità fisica, unita alla sua intelligenza e strategia, lo rende uno dei predatori più efficienti del Sud America.
Il puma concolor appartiene alla famiglia dei Felidi e fa parte della sottofamiglia dei Pantherinae, insieme ad altre specie come il leone, il tigre e il leopard. Questa classificazione riflette la sua evoluzione e le sue caratteristiche morfologiche condivise con altri grandi felini. La sua biologia è particolarmente interessante per la sua versatilità e adattabilità. Il puma è un mammifero carnivoro, ma non si limita esclusivamente alla caccia: può sopravvivere in assenza di cibo per periodi prolungati, grazie alla sua capacità di conservare energia. La sua struttura ossea è altamente sviluppata, con ossa leggere ma resistenti, ideali per la corsa e l’arrampicata. Il sistema respiratorio e cardiovascolare è altamente efficiente, permettendo al puma di correre a velocità elevate per brevi intervalli. La sua digestione è progettata per ottenere il massimo nutrimento dalle prede, riducendo al minimo il consumo di energia. Il puma possiede anche una forte capacità di adattamento al calore e al freddo, grazie alla sua pelliccia spessa e alla regolazione termica interna. Queste caratteristiche lo rendono una specie molto diffusa, capace di vivere in ambienti diversi, dagli altopiani andini ai deserti aridi. La sua longevità in natura è stimata intorno ai 12-15 anni, anche se in cattività può vivere fino a 20 anni. La sua riproduzione avviene in modo stagionale, con un periodo di gestazione che dura circa 90 giorni. Il puma non è un animale sociale, ma ha una struttura comportamentale complessa, con una gerarchia basata sulla territorialità e sul controllo delle risorse. La sua biologia è quindi un mix di forza, intelligenza e adattabilità, che lo rende una specie dominante nei suoi habitat. Ogni aspetto della sua vita, dalla caccia alla riproduzione, è stato plasmato dall’evoluzione per garantire la sopravvivenza in condizioni difficili. Questa combinazione di caratteristiche lo rende un modello perfetto di predatore efficiente e autonomo.
Il puma concolor è presente in gran parte del Sud America, occupando una vasta area che va dal nord del Cile e dell’Argentina fino al Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela e Brasile. La sua distribuzione comprende anche regioni montuose come gli Andi e le foreste tropicali del bacino del Rio delle Amazzoni. Questa specie è stata documentata in diverse aree protette e in zone non urbanizzate, dove può muoversi liberamente senza interferenze umane. Nonostante la sua ampia diffusione, il puma non è presente ovunque; in alcune aree, come le pianure aride del Chaco o le regioni costiere, la sua presenza è meno frequente. La sua distribuzione è influenzata principalmente dalla disponibilità di prede, habitat idonei e dalla presenza di aree non disturbate. Nelle regioni montagnose, il puma tende a concentrarsi nelle aree con vegetazione densa e accesso a fonti d’acqua, mentre nelle pianure preferisce aree con copertura arborea o colline. Il puma è in grado di adattarsi a diversi climi, ma predilige ambienti con temperature moderate e un’abbondante copertura vegetale. La sua presenza in Sud America è considerata stabile, anche se in alcune aree si osservano diminuzioni dovute alla frammentazione degli habitat. La sua capacità di spostarsi su lunghe distanze lo rende una specie molto mobile, capace di attraversare diverse regioni per trovare nuove risorse. Questa mobilità contribuisce alla sua sopravvivenza, ma anche alla sua vulnerabilità, poiché i confini naturali vengono spesso compromessi dall’espansione umana.
Il puma sudamericano è un animale estremamente versatile, in grado di abitare una vasta gamma di ambienti naturali. Predilige aree con vegetazione densa, come foreste subtropicali, boschi misti e regioni montuose, dove può nascondersi facilmente e cacciare in sicurezza. Tuttavia, non si limita a questi ambienti: può anche vivere in pianure, steppe, deserti e persino in prossimità di aree urbane, purché vi siano sufficienti risorse alimentari e spazi per muoversi. La sua capacità di adattamento lo rende uno dei felini più diffusi del continente. Nei territori montani, il puma si trova spesso in aree con pendii ripidi, dove può usare la sua forza e agilità per muoversi con facilità. Questi ambienti offrono anche un buon riparo contro i predatori e le condizioni climatiche estreme. Nelle foreste, invece, il puma si nasconde tra gli alberi e i cespugli, approfittando della copertura verde per avvicinarsi silenziosamente alle prede. Anche in ambienti aridi, come i deserti del nord del Cile o del Perù, il puma riesce a sopravvivere grazie alla sua capacità di conservare l’acqua e di cercare cibo in aree con bassa densità di popolazione animale. Il puma non richiede un habitat specifico, ma preferisce aree con una buona quantità di vegetazione, che gli permetta di camuffarsi e di muoversi senza essere visto. Inoltre, necessita di spazi aperti per cacciare e di aree protette per riposare e alleviare i cuccioli. La sua distribuzione è quindi strettamente legata alla disponibilità di queste caratteristiche ambientali. La sua presenza in diverse aree dimostra la sua capacità di adattamento, ma anche la sua dipendenza da ecosistemi sani e ben equilibrati. La protezione dei suoi habitat è quindi fondamentale per garantirne la sopravvivenza a lungo termine.
Il puma concolor è un animale solitario, che vive prevalentemente da solo, tranne durante il periodo della riproduzione o quando è in prossimità dei cuccioli. Non forma gruppi sociali né stabilisce gerarchie chiare, ma mantiene un’ampia area territoriale, che può variare in base alla disponibilità di cibo e alla densità della popolazione. Il territorio del puma è spesso segnato con urina e graffi, per comunicare con altri esemplari e mantenere distanze. Questo comportamento è essenziale per evitare conflitti e garantire l’accesso alle risorse. Il puma è principalmente attivo durante il crepuscolo e la notte, quando la sua visione e la sua capacità di movimento silenzioso lo rendono un predatore efficace. Durante il giorno, cerca rifugi sicuri, come caverne, radure o aree con alta copertura vegetale, per riposare e evitare il caldo. Il suo stile di vita è orientato alla caccia, alla sopravvivenza e alla protezione del proprio territorio. Nonostante la sua solitudine, il puma ha una complessa interazione con l’ambiente e con altri animali. Spesso evita i grandi predatori, come il lupo o il giaguaro, per non entrare in competizione diretta. Allo stesso tempo, può coesistere con specie minori, come il puma e il coyote, che non rappresentano una minaccia diretta. Il puma è anche un ottimo arrampicatore, capace di salire sugli alberi per evitare pericoli o per osservare l’ambiente. Questa abilità gli permette di trovare rifugi sicuri e di aumentare la sua visuale sul territorio. Il suo comportamento è guidato da necessità pratiche, come la ricerca di cibo, la difesa del territorio e la protezione della prole. Nonostante la sua apparente indipendenza, il puma ha una sensibilità agli stimoli ambientali che lo rende un animale altamente adattabile e intelligente.
La riproduzione del puma concolor avviene in modo stagionale, con un periodo di accoppiamento che varia in base alla regione e al clima. Generalmente, i maschi cercano le femmine durante la primavera o l’autunno, quando le condizioni climatiche sono favorevoli e le prede abbondano. La gestazione dura circa 90 giorni, dopo i quali la femmina dà alla luce un numero variabile di cuccioli, solitamente tra due e quattro. I cuccioli nascono ciechi e deboli, con una pelliccia morbida e poco sviluppata, e dipendono completamente dalla madre per la sopravvivenza. La madre si nasconde in un luogo sicuro, come una grotta o una zona con alta vegetazione, per proteggere i cuccioli dai predatori. I cuccioli iniziano a mangiare carne solida intorno ai due mesi di età, ma continuano a bere latte materno per alcuni mesi. La crescita dei cuccioli è lenta, e i giovani restano con la madre per circa un anno, imparando a cacciare e a muoversi in autonomia. Dopo questo periodo, i cuccioli iniziano a separarsi dalla madre, diventando indipendenti. I maschi, in particolare, tendono a migrare verso aree nuove, per evitare di competere con i loro padri e per stabilire un proprio territorio. La mortalità dei cuccioli è elevata, soprattutto nei primi mesi di vita, a causa di predatori, malattie e mancanza di cibo. Tuttavia, quelli che sopravvivono crescono rapidamente, raggiungendo la maturità sessuale intorno ai due o tre anni. Una volta adulti, i puma iniziano a cercare una propria area di territorio, dove possono riprodursi e mantenere la propria linea genetica. Il ciclo vitale del puma è quindi un processo lungo e delicato, in cui ogni fase è cruciale per la sopravvivenza della specie. La sua capacità di riprodursi in modo efficiente e di proteggere la prole contribuisce alla sua persistenza in natura, nonostante le minacce esterne.
Il puma concolor è un carnivoro opportunista, il che significa che non si limita a una singola specie di preda, ma si adatta in base alle risorse disponibili. La sua dieta principale è costituita da ungulati, come il cervo, il lama, il guanaco e il puma, ma può anche cacciare piccoli mammiferi, uccelli e insetti. In aree con scarsa disponibilità di prede grandi, il puma si adatta cacciando roditori o uccelli, mostrando una notevole versatilità. La sua strategia di caccia si basa sulla sorpresa e sulla velocità: si nasconde in posizione elevata o in mezzo alla vegetazione, attendendo il momento giusto per balzare sulla preda. Una volta attaccata, la preda viene colpita con un morso letale alla gola o al collo, causando un rapido decesso. Il puma non consuma immediatamente tutta la preda, ma spesso la nasconde in un posto sicuro, tornando a mangiarla in seguito. Questo comportamento è utile per sopravvivere in periodi di scarsa disponibilità di cibo. La sua capacità di cacciare in modo efficiente lo rende un predatore dominante, ma non privo di sfide. I puma devono evitare le competizioni con altri predatori, come il giaguaro o il lupo, che possono minacciare la loro sopravvivenza. Inoltre, la disponibilità di prede è influenzata dalla stagionalità e dai cambiamenti ambientali, che possono alterare la sua dieta. Nonostante ciò, il puma mostra una notevole resistenza e adattabilità, riuscendo a sopravvivere in ambienti diversi. Il suo comportamento alimentare è quindi un elemento cruciale per la sua sopravvivenza, e la sua capacità di adattarsi alle condizioni locali ne fa un animale estremamente efficiente.
Il puma sudamericano, pur non essendo un animale direttamente utilizzato per scopi economici come il bestiame o la produzione agricola, svolge un ruolo importante nella gestione degli ecosistemi e nella conservazione della biodiversità. La sua presenza contribuisce al controllo delle popolazioni di erbivori, evitando l’eccessiva depredazione delle piante e mantenendo l’equilibrio ecologico. Questo effetto positivo si estende anche alla protezione delle colture, poiché il puma può ridurre il numero di roditori che danneggiano i raccolti. In alcune aree rurali, il puma è considerato un nemico per la sua capacità di cacciare animali domestici, come capre e pecore, causando perdite economiche per gli allevatori. Per questo motivo, in alcune regioni si verificano episodi di caccia illegale o di uccisione deliberata, a causa di conflitti con l’uomo. Tuttavia, ci sono anche iniziative per promuovere la coesistenza tra puma e attività umane, come la realizzazione di recinzioni protettive o la gestione sostenibile del pascolo. Dal punto di vista turistico, il puma è un attrattiva per gli appassionati di wildlife, che visitano aree protette per osservarlo in libertà. Questo tipo di turismo può generare reddito per le comunità locali e incentivare la protezione degli habitat. Inoltre, il puma è un elemento importante nella cultura e nell’identità di molte popolazioni indigene, che lo considerano un simbolo di forza, saggezza e connessione con la natura. La sua figura compare spesso in miti, leggende e tradizioni orali, sottolineandone il valore simbolico e spirituale. Sebbene non abbia un’utilità economica diretta, il puma è un elemento chiave per la salute degli ecosistemi e per la conservazione della natura, contribuendo così in modo indiretto alla sostenibilità economica e ambientale.
L’ecologia del puma concolor è strettamente legata alla sua capacità di adattamento e alla sua posizione come predatore dominante negli ecosistemi in cui vive. Il puma svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio ecologico, controllando le popolazioni di erbivori e contribuendo alla dispersione di semi attraverso la sua attività di caccia. Questo equilibrio è fondamentale per la salute degli ambienti naturali, in quanto una sovrappopolazione di erbivori può portare a una degradazione della vegetazione e a un impoverimento della biodiversità. Tuttavia, il puma è minacciato da diversi fattori, tra cui la perdita di habitat, la frammentazione degli ecosistemi e i conflitti con l’uomo. L’espansione urbana e l’uso intensivo del suolo hanno ridotto drasticamente le aree libere in cui il puma può muoversi e cacciare. Inoltre, la caccia illegale e la distruzione di habitat naturali rappresentano una seria minaccia per la sua sopravvivenza. Per contrastare questi problemi, sono state implementate diverse misure di conservazione. Tra queste, la protezione di aree naturali e la creazione di corridoi ecologici per collegare gli habitat frammentati. Questi corridoi permettono al puma di spostarsi liberamente, mantenendo la sua mobilità e la sua capacità di trovare cibo e partner. Inoltre, sono state introdotte campagne educative per sensibilizzare le comunità locali sull’importanza del puma e sulle tecniche di convivenza. La collaborazione tra governi, organizzazioni non profit e comunità locali è essenziale per garantire la protezione della specie. Misure come la vigilanza anti-caccia, la gestione sostenibile del territorio e la ricerca scientifica sul comportamento del puma contribuiscono a preservarne la popolazione. L’obiettivo è non solo salvaguardare il puma, ma anche garantire la salute e la stabilità degli ecosistemi in cui vive, riconoscendo il suo ruolo fondamentale nella natura.
L’interazione tra il puma concolor e l’uomo è complessa e varia in base alla regione e alla cultura locale. In alcune aree, il puma è visto come un predatore pericoloso, soprattutto quando entra in contatto con bestiame o animali domestici. Questo può portare a conflitti, con conseguenti uccisioni di puma da parte degli allevatori per proteggere le loro proprietà. In altre situazioni, il puma è considerato un animale sacro o simbolico, rispettato e protetto per motivi culturali o spirituali. L’approccio dell’uomo al puma dipende quindi molto dalle tradizioni locali e dalle esperienze vissute. Nonostante il puma sia un predatore potente, gli attacchi all’uomo sono estremamente rari. La maggior parte dei casi in cui il puma si avvicina agli umani lo fa per curiosità o per cercare cibo, non per aggressione. Tuttavia, in rare occasioni, può verificarsi un incontro violento, soprattutto se il puma si sente minacciato o se è in cerca di cibo in aree vicine alle abitazioni. Per prevenire tali situazioni, è importante adottare misure di sicurezza, come evitare di camminare da soli in aree selvatiche, non lasciare cibo in giro e mantenere distanze di sicurezza dagli animali. Inoltre, l’educazione e la consapevolezza sul comportamento corretto in caso di incontro con il puma possono ridurre i rischi. Le autorità locali spesso promuovono programmi di sensibilizzazione per insegnare alle persone come reagire in modo appropriato, come rimanere calmi, non fuggire e non guardare negli occhi il puma. Queste strategie possono aiutare a evitare incidenti e a preservare la vita del puma. In sintesi, sebbene il puma possa rappresentare un potenziale pericolo in certe circostanze, la sua interazione con l’uomo è generalmente pacifica e può essere gestita con attenzione e rispetto. La coesistenza tra uomo e puma richiede un equilibrio tra protezione, educazione e gestione responsabile degli habitat.
Il puma concolor ha un significato profondo e multidimensionale nel contesto culturale e storico delle civiltà andine e delle popolazioni native del Sud America. Per le antiche culture come gli Incas, il puma era considerato un simbolo di forza, potere e saggezza. Era talvolta associato a divinità o figure mitologiche, come Viracocha, il dio creatore, che veniva rappresentato in forme che ricordavano la figura del puma. Il puma appariva anche nei miti e nelle leggende, dove spesso era descritto come un essere misterioso e potente, capace di muoversi tra i mondi terrestre e spirituale. Questo rapporto con la religione e la mitologia lo rendeva un animale caro e rispettato, spesso venerato attraverso rituali e cerimonie. Nella cultura indigena, il puma era anche un simbolo di protezione e guida, e i membri delle tribù spesso lo identificavano con le qualità personali di coraggio e determinazione. I nativi del Sud America avevano una relazione profonda con il puma, non solo come animale selvatico, ma come parte integrante del loro ambiente e della loro identità. Questo rapporto si è mantenuto nel tempo, anche in epoca coloniale e moderna, quando il puma è stato spesso rappresentato in arte, letteratura e folklore. Oggi, il puma continua a essere un elemento simbolico in molti paesi, dove è associato a valori come la libertà, la forza e la connessione con la natura. La sua immagine è presente in bandiere, stemmi e opere artistiche, testimonianza della sua importanza storica e culturale. Inoltre, il puma è un tema comune nella narrativa e nel cinema, dove spesso incarna l’idea di un animale selvaggio e indomabile. Questo significato culturale e storico contribuisce a farlo apparire non solo come un animale, ma come un simbolo vivo e riconoscibile nel patrimonio del continente.
La caccia al puma sudamericano è un argomento controverso, poiché coinvolge questioni di conservazione, diritti degli animali e gestione delle risorse naturali. In alcune aree, il puma è cacciato per motivi economici, come la vendita della sua pelliccia, dei denti o delle ossa, che vengono utilizzati in medicina tradizionale o come oggetti di decorazione. Inoltre, alcuni allevatori cacciano il puma per proteggere il bestiame, considerandolo un pericolo per le loro proprietà. Questa pratica, sebbene non sempre legale, è ancora diffusa in alcune regioni, dove mancano controlli rigorosi o dove la legislazione è poco applicata. La caccia illegale è una minaccia grave per la specie, poiché riduce la popolazione e può alterare l’equilibrio ecologico. Per combattere questa pratica, sono state introdotte leggi e politiche di protezione, che vietano la caccia indiscriminata e promuovono la conservazione del puma. In alcuni paesi, la caccia al puma è permessa solo in condizioni specifiche, come la gestione di popolazioni sovrappopolate o la protezione di aree rurali. Tuttavia, la gestione di questa pratica richiede attenzione e monitoraggio, per evitare abusi. Alcuni esperti sostengono che una caccia controllata possa essere utile per mantenere l’equilibrio ecologico, ma solo se accompagnata da misure di conservazione e protezione. In alternativa, si sta promuovendo la caccia sportiva, che è regolamentata e mira a preservare la specie. Questo tipo di caccia, se ben gestita, può contribuire alla conservazione finanziando progetti di ricerca e protezione. In ogni caso, la caccia al puma deve essere affrontata con responsabilità, tenendo conto del suo ruolo ecologico e della sua importanza per la biodiversità.
Il puma concolor è una specie piena di caratteristiche uniche e spesso sorprendenti. Ad esempio, è uno dei pochi grandi felini che non ha una struttura sociale definita, vivendo quasi esclusivamente in solitudine. Questo comportamento lo rende diverso da specie come il leone o il tigre, che formano gruppi o territori condivisi. Un altro fatto interessante è che il puma può saltare fino a 5 metri di altezza e 9 metri di distanza, grazie alla sua forza e alla sua agilità. Questa capacità lo rende un predatore estremamente efficiente, capace di raggiungere prede in posizioni difficili. Inoltre, il puma è in grado di adattarsi a una vasta gamma di ambienti, dalla foresta tropicale ai deserti, dimostrando una notevole versatilità. Questa adattabilità è una delle ragioni per cui la specie è così diffusa in tutto il Sud America. Un altro dato curioso è che il puma può sopravvivere senza cibo per settimane, grazie alla sua capacità di conservare energia. Questo lo rende un animale molto resistente, in grado di sopravvivere in condizioni estreme. Inoltre, il puma è uno dei pochi felini che non emette rumori simili ai gatti, come il miagolio, ma usa principalmente ululati e grugniti per comunicare. Questo comportamento è utile per evitare di attirare l’attenzione di predatori o di prede. Infine, il puma è un animale molto intelligente, capace di imparare da esperienze precedenti e di adattare le sue strategie di caccia in base al contesto. Queste caratteristiche lo rendono un animale unico e affascinante, che continua a suscitare interesse e rispetto in tutto il mondo.

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