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28 maggio, 16:46
Marco Rossi
Stambecco Non Cacciabile 2026: Il Governo Italianо Torna Indietro — Cosa Cambia per i Cacciatori
Il Consiglio dei Ministri ha ufficializzato il dietrofront sull'inserimento dello stambecco (Capra ibex) tra le specie cacciabili. Le Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato, nell'ambito della riforma della caccia, hanno escluso definitivamente la specie dall'elenco dei prelievi consentiti, correggendo un emendamento approvato meno di due settimane prima.
La decisione, annunciata il 27 maggio 2026, chiude (almeno per ora) il dibattito che aveva animato il mondo venatorio italiano, in particolare in Valle d'Aosta, dove si registravano segnali favorevoli all'inserimento dello stambecco tra le specie gestibili con piano di prelievo regionale.
📋 Cronologia del "Cambio di Programma": Date e Passaggi Chiave
| Data | Evento |
|---|---|
| Maggio 2026 (inizio) | Emendamento alla riforma caccia include lo stambecco tra le specie cacciabili |
| ~15 maggio 2026 | Via libera preliminare all'emendamento in Commissione |
| 27 maggio 2026 | Commissioni Senato Agricoltura e Ambiente correggono: stambecco escluso |
| Gennaio 2026 | Valle d'Aosta avvia iter per richiesta di gestione venatoria della specie (L.R. 6/1994) |
⚠️ Attenzione cacciatori: Lo stambecco rimane specie protetta e non cacciabile su tutto il territorio nazionale. Qualsiasi azione di prelievo è perseguibile ai sensi della Legge 157/1992 e delle normative regionali vigenti.
🏔️ Contesto Faunistico: Perché lo Stambecco Restra Protetto
La decisione del Senato si basa su valutazioni tecniche dell'ISPRA e del Ministero della Transizione Ecologica. La popolazione italiana di stambecco, dopo il reintroduzione del XX secolo, ha raggiunto una consistenza stimata di oltre 5.500 individui, distribuiti principalmente tra:
- Valle d'Aosta: ~2.100 capi (areale storico del Gran Paradiso)
- Piemonte: ~1.400 capi (Alpi Cozie, Graie)
- Lombardia: ~900 capi (Stelvio, Adamello)
- Trentino-Alto Adige: ~700 capi
- Altre regioni alpine: ~400 capi
Secondo i monitoraggi 2024-2025, la specie mostra trend di crescita stabile (+3-5% annuo) ma presenta vulnerabilità genetiche dovute al "collo di bottiglia" storico della popolazione del Gran Paradiso (sopravvissuta a meno di 100 individui negli anni '20 del '900).
🔍 Analisi Tecnica: Perché la Valle d'Aosta Spingeva per il Prelievo
La richiesta della Regione Autonoma Valle d'Aosta non nasceva da esigenze venatorie generiche, ma da precise necessità di gestione faunistica attiva. La Legge Regionale 6/1994 consente il prelievo selettivo di specie sovrabbondanti per:
- Prevenire danni all'agricoltura di montagna e agli ecosistemi d'alta quota
- Controllare la densità locale in aree con limitata capacità portante
- Finanziare progetti di conservazione tramite i proventi delle quote di abbattimento
In particolare, alcune colonie valdostane hanno superato la soglia di 15-20 capi/1000 ha, valore oltre il quale si registrano impatti sulla vegetazione arbustiva e competizione con altre specie alpine. Tuttavia, il parere ISPRA ha evidenziato che gli strumenti di gestione non letale (traslocazioni, sterilizzazioni selettive) rimangono prioritari per una specie con status di conservazione "Vulnerabile" a livello genetico.
💡 Consiglio pratico: I cacciatori alpini interessati alla gestione faunistica possono partecipare ai bandi regionali per attività di monitoraggio, cattura e traslocazione dello stambecco — operazioni autorizzate e retribuite che contribuiscono alla conservazione senza prelievo venatorio.
📊 Impatto sulla Riforma Caccia: Cosa Resta e Cosa Cambia
Il dietrofront sullo stambecco non inficia l'intero iter della riforma venatoria, ma segnala una linea di cautela del legislatore sulle specie iconiche della fauna alpina. Restano in discussione:
- ✅ Piano prelievo per cinghiale e specie ad alto impatto agricolo
- ✅ Calendari venatori regionali differenziati per aree vocate
- ✅ Misure di controllo faunistico in aree protette
Resta invece bloccato qualsiasi inserimento di stambecco, camoscio appenninico e aquila reale tra le specie cacciabili, salvo future revisioni basate su nuovi dati scientifici certificati.
Per la stagione venatoria 2026-2027, i cacciatori delle regioni alpine dovranno quindi:
- Verificare i calendari regionali pubblicati su BURP e Gazzette Ufficiali locali
- Rispettare le zone di protezione integrale segnalate nei Parchi Nazionali e Regionali
- Segnalare avvistamenti anomali o comportamenti problematici agli uffici faunistici competenti
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